mattiaq

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Rapidamente, perché ho poco tempo…

Segnalo due articoli del Post riguardo uno spreco che viene sempre poco considerato.

Oggi Filippomaria Pontani parla di Un’estate sprecata in un pezzo critico sulle priorità della politica italiana (anche se poi io non sono molto d’accordo sulle priorità che indica lui).

L’altro giorno Marco Simoni rifletteva più in generale su Il valore del tempo e questo mi sembra il tema centrale: come si identifichino gli sprechi della “casta” con il costo della politica, quando invece bisognerebbe soprattutto guardare ai risultati visto che ad un alto costo corrisponde una produzione miserrima.

Il grande spreco sono i leader che pensano solo alle dichiarazioni da fare e non a risolvere i problemi del paese. Berlusconi in questo è il campione, un governo che non ha fatto nulla se non grandi annunci. Ma anche l’opposizione non scherza passando il suo tempo ad occuparsi di Berlusconi e di alleanze e non trovando mai il modo di occuparsi di temi concreti.

Il grande spreco è anche il Parlamento che discute allo sfinimento del nulla, visto che alla fine è usurpato del suo ruolo legislativo e non è più nemmeno in grado di emendare le leggi che sono tutte di iniziativa governativa e che spesso sono blidate da voti di fiducia.

Nel documento del PD che criticavo qualche giorno fa si facevano dei numeri impressionanti.

Delle 175 leggi approvate fino alla metà di luglio […] ben 150 sono di iniziativa governativa. Quelle nate in Parlamento non hanno quasi mai grande rilievo e raramente prevedono spesa. Si tratta nella gran parte dei casi di leggi simbolo, come le istituzioni di giornate per celebrare ricorrenze o l’istituzione di commissioni d’inchiesta. Spesso (in 18 casi su 25) sono state approvate senza passare per l’aula, con il sistema della sede legislativa in commissione. Ancora: il governo ha superato qualsiasi record licenziando ben 65 decreti (come abbiamo ricordato prima 2 sono stati bloccati in aula) e chiesto la fiducia 36 volte nelle due Camere.

In pratica viene certificata la totale morte politica del Parlamento costretto a ratificare decreti legge e messo nell’impossibilità di produrre alcuna legge autonomamente.

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Written by mattiaq

giovedì 19 agosto 10 at 19.46

Pubblicato su La pentola di fagioli, Politica

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