mattiaq

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Sondaggi costituzionali

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Era qualche giorno che volevo dirlo, adesso ho un attimo e lo scrivo. La notizia che è girata in rete sulla costituzione islandese scritta su internet è una puttanata galattica.

Prima di tutto è una notizia falsa perché la costituzione viene scritta da un comitato che su internet ha avviato solo una consultazione.

Ma soprattutto volevo dire che, se fosse vera, far scrivere la costituzione alle persone che passano per strada mi pare un obbrobrio. La costituzione la devono scrivere degli esperti, delle persone di elevatissimo spessore culturale e morale.

La costituzione deve essere scritta proprio per difendere le minoranze dagli abusi delle maggioranze e quindi porre dei limiti alla democrazia. Si capisce quindi che deve essere redatta senza condizionamenti e presentata all’approvazione popolare solo come blocco immodificabile.

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Written by mattiaq

giovedì 14 luglio 11 at 12.00

G+

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Approfitto della giornata d’ozio per mettere ordine in alcune riflessioni suscitate da questi primi giorni su Google+.

Mi ha molto incuriosito la diversità di approccio dei diversi utenti. Tutti abbiamo dovuto ricostruire la nostra rete di contatti e adeguarci al nuovo strumento, ma questo ha evidenziato esigenze assai diverse.
La prima osservazione riguarda l’interpretazione che ognuno di noi dà dei social network.

Per molti deve ricalcare la rete sociale offline: il social network è solo un ulteriore strumento per rimanere in contatto con gli amici. I temi trattati sono spesso personali e ovviamente deve esserci un forte controllo su chi può accedere ai contenuti. Il social network per eccellenza per questo genere di condivisioni finora è stato Facebook.

Per altri invece il social network è lo strumento per comunicare con una platea più ampia. I temi possono rimanere personali o essere informativi o tecnici, ma il verso della comunicazione è principalmente unidirezionale e rivolto all’esterno. Queste persone vogliono raggiungere il maggior numero possibile di contatti e hanno minore preoccupazione per la privacy. Lo strumento ideale per questa comunicazione finora sono stati i blog e in seguito twitter.

Altri ancora usano i social network come strumento di informazione e di networking professionale. Queste persone hanno un interesse sviluppato soprattutto al contenimento del rumore per poter raggiungere facilmente le notizie o le discussioni interessanti. Fino ad ora queste persone erano fruitori dei blog e di twitter usato in modalità molti follow/pochi follower.

Google+ per chi è adatto? Non ho ancora un’opinione precisa. Mi sembra che dal punto di vista strategico Google stia spingendo per la prima modalità. Lo dimostrano l’insistenza per l’uso dei nomi reali, la gestione complessa della privacy, la scelta di obbligare alla scelta di chi sia il destinatario dei post piuttosto che facilitare la selezione dei contenuti da visualizzare.

D’altra parte G+ dal punto di vista tecnico mi pare più una evoluzione di twitter senza limiti di lunghezza e con la possibilità di costruire delle conversazioni. La mia impressione è che la complessità del funzionamento delle cerchie ne abbia di fatto rovesciato il funzionamento previsto. Mi pare che quasi tutti pubblichino in modo ampio, senza distinguere tra le cerchie, e quasi tutti alla fine usino le cerchie per avere visualizzazioni più pulite del proprio flusso.

Può darsi che le mie impressioni siano deformate dal fatto che per ora qui dentro ci siano solo early adopters ed addetti ai lavori. Magari se anche qui entrassero compagni di classe delle medie e vecchie zie le cose potrebbero cambiare.

Written by mattiaq

domenica 10 luglio 11 at 12.00

Pubblicato su Internet

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