mattiaq

Sempre allegri (bisogna stare)

Posts Tagged ‘ebook

Ebook, lettori, DRM

leave a comment »

Noi da mesi siamo pronti con un reparto di ebook nella nostra libreria online, ma siamo fermi, non lo apriamo al pubblico e stiamo seduti a vedere cosa succede.

Altri hanno aperto, ma mi sembra che siano delle sperimentazioni e non delle cose serie.

Perché non apriamo il negozio?

Essenzialmente perché, per essere credibili, occorre avere un catalogo non dico completo, ma almeno in grado di rispecchiare una fettina dell’offerta italiana; invece fino ad ora abbiamo solo poche case editrici di medie dimensioni che stanno facendo sul serio pubblicando comunque poco più di una manciata di titoli ciascuna. Poi abbiamo molte nuove iniziative, piccole case editrici che pubblicano titoli direttamente in formato elettronico. Le case editrici più grandi per il momento hanno fatto grandi annunci (edigita) seguiti dal nulla. Si sono accontentati dei titoli dei giornali e ora stanno iniziando con poca convinzione a mettere in piedi la propria piattaforma di distribuzione.

Già perché quello delle piattaforme di distribuzione, dei DRM e dei formati è destinato a diventare il grande tema dei prossimi mesi.

E qui si impone una spiegazione per i non addetti ai lavori.

I libri in formato elettronico non sono una novità, esistono da anni (in America) e nel tempo si sono sviluppati diversi formati. Non tutti i formati vengono letti da tutti i lettori. Un esempio per tutti è quello del Kindle, il lettore di Amazon che legge preferenzialmente un suo formato proprietario e che solo da poco, dopo qualche incertezza, si è aperto ai PDF. Anche quando diversi lettori leggono lo stesso formato la situazione resta ingarbugliata. Ad esempio i lettori Sony e iPad della Apple leggono lo stesso formato (epub), ma non possono scambiarsi i file perché le misure di protezione anti copia del file (DRM) sono diverse.

Le piattaforme di distribuzione sono dei server che permettono di gestire i sistemi anti copia. In pratica chi compra un ebook da una libreria online deve poi collegarsi ad un server che lo autorizzi a copiare il file sul suo dispositivo di lettura e a leggerlo. Questa operazione può essere più o meno facile, nel caso dei sistemi proprietari come iPad o Kindle l’utente probabilmente non se ne rende nemmeno conto. Nel caso degli altri lettori invece l’acquirente si trova catapultato in una procedura complessa che prevede l’installazione di un software sul pc, una registrazione su un sito diverso da quello dove ha acquistato il libro, l’uso obbligatorio del pc per trasferire l’ebook sul suo dispositivo di lettura.

Al momento mi sembra di capire che la situazione in Italia si stia coagulando intorno ad alcuni soggetti e degli outsider. Il soggetto principale (per il peso dei suoi soci) mi sembra che sia Edigita anche se per ora nessuno sa bene cosa sarà; poi c’è la piattaforma Stealth di SBF che si porta dentro da un lato il gruppo Giunti e dall’altro IBS; infine c’è Book Republic a cui hanno aderito molti piccoli editori. Gli outsider sono le piattaforme americane, già ricche di un catalogo di centinaia di migliaia di titoli e che guardano con interesse al mercato italiano (Amazon, Google e Apple già si stanno muovendo per portare gli editori italiani nei loro cataloghi). Per i curiosi noi ci appoggeremo a diverse piattaforme americane e sicuramente cercheremo di collaborare con tutte quelle italiane.

Comunque tra confusione di piattaforme concorrenti e non necessariamente compatibili e le misure di protezione richieste dagli editori si prospetta un discreto inferno per chi vorrebbe solo leggersi un buon libro. Per dire, in un esperimento che abbiamo fatto la maggior parte di quelli a cui abbiamo *regalato* degli ebook con DRM non sono riusciti (hanno rinunciato) a scaricare i libri sui loro lettori perché troppo complicato.  E questa è un’altra ragione che ci sta imponendo la prudenza. Tutte queste problematiche stanno a monte di quello su cui noi come libreria possiamo intervenire. Come fare ad offrire un buon servizio in questo caos? Come fare a non bruciarsi gli acquirenti scottati dalla complessità del servizio? Quanti compreranno comunque, malgrado gli ostacoli? Sarà un’attività redditizia o andremo incontro ad enormi spese di customer service per star dietro a pochi clienti e poco fatturato?

Ovviamente spero nel successo del nostro negozio. Ma temo che arriverà solo quando gli editori si renderanno conto, così come le major musicali, che il DRM è il male e che colpisce le vendite. Temo che ci metteranno molto, troppo tempo per arrivarci.

Mi scuso per le imprecisioni di questo post, ovviamente ho trattato la questione superficialmente, molti argomenti potrebbero essere approfonditi e forse lo farò in seguito. Nel caso di errori plateali vi prego però di correggermi nei commenti.

Written by mattiaq

mercoledì 11 agosto 10 at 20.30

Pubblicato su Lavoro

Tagged with ,