mattiaq

Sempre allegri (bisogna stare)

Archive for luglio 2008

Concerti stonati

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Ieri sera al concerto di Paul Simon (il cui concerto non era affatto stonato) c’era Veltroni, un Veltroni piuttosto cupo e amareggiato all’apparenza. Per tutto il concerto, mentre tutti ballavano e cantavano, lui non ha nemmeno mosso il piedino, sembrava quasi scocciato.

Guardandolo mi sono fatto un film: una specie di prova d’orchestra in cui Veltroni è un direttore rassegnato di un’orchestra che va per conto suo, ognuno fa quel che vuole, suona al suo tempo, stona, addirittura pretende di seguire uno spartito diverso dagli altri. Mi sono immaginato un Veltroni/direttore che esplode in una rabbia incontrollabile e che manda tutti a quel paese.

In effetti mi chiedo perché Veltroni stia accettando questo ruolo che gli è stato assegnato di colpevole di ogni errore, passato, presente e futuro senza però più nessuna autorità. Qui ognuno si sente libero di trattare a nome di non si sa bene chi alleanze e strategie, Veltroni viene considerato zero e nessuno si preoccupa se si lamenta di questa anarchia.

A livello personale penso che si stia avviando verso le elezioni europee dove farà da capro espiatorio della peggiore batosta della sinistra dal dopoguerra e verrà per sempre ricordato per questo. Tutti sono contenti perché nessuno si vuole prendere la patata bollente, ma non capisco perché lui lo accetti. Se fossi in lui farei saltare il tavolo. Mi metterei in rotta di collisione frontale con i vari notabili, farei appello a chi mi ha votato alle primarie, chiederei a loro di sparare sul quartier generale che in questo momento è un messaggio che verrebbe ben recepito.

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Written by mattiaq

mercoledì 30 luglio 08 at 11.14

Pubblicato su La pentola di fagioli

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Parlamentarismi

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Spero sia chiaro a tutti che abbiamo cambiato forma di governo, l’Italia non è più un regime parlamentare, ma un sistema presidenziale (dove per presidente si intende il presidente del consiglio dei ministri).

Con questa legislatura penso che possa considerarsi completato il processo di svuotamento del Parlamento.

Si è iniziato con l’abolizione delle preferenze che ha dato maggiore potere ai partiti togliendo il rapporto diretto tra eletto ed elettore. Adesso le liste elettorali sono bloccate e scelte dalle segreterie di partito in modo da premiare l’affidabilità degli eletti ed escludere le personalità indipendenti.

Le varie leggi elettorali riviste in senso sempre più maggioritario hanno permesso una maggiore governabilità, ma non si sono contestualmente aggiornati gli strumenti di bilanciamento e garanzia (ad esempio i quorum) previsti dalla costituzione.

La prassi di assegnare ruoli istituzionali alle opposizioni è stata profondamente ridotta nel corso degli anni. Anche per questo i calendari parlamentari sono in mano alla maggioranza visto che al votro dei capigruppo può sommare quello dei Presidenti dei due rami del Parlamento..

Sono aumentati a dismisura i decreti legge e i voti di fiducia.

Con quest’ultimo governo abbiamo poi avuto numerose innovazioni:

  • è stato superato il controllo preventivo del Presidente della Repubblica sui decreti legge facendogli firmare dei testi che poi sono stati completamente stravolti in fase di conversione.
  • Svuotato il lavoro delle commisioni parlamentari, dell’aula e addirittura del Consiglio dei Ministri poiché spesso la discussione è avvenuta su un testo che è stato completamente cambiato con un maximendamento sostitutivo dell’ultimo minuto con annesso voto di fiducia (pensiamo alla finanziaria).

A questo punto, grazie questa prassi che si sta consolidando Berlusconi può governare a suo piacimento sulla base di ukase che verranno ratificati dalla maggioranza di yesmen che abbiamo al Parlamento.

Questo non è necessariamente un male, né l’anticamera della dittatura. D’altra parte molti paesi democratici (ad esempio il Regno Unito o gli USA) hanno regimi che danno poco peso ai parlamenti rispetto all’esecutivo. Berlusconi ha poi saputo usare questo potere anche per sbloccare situazioni che agli italiani sembravano urgenti e che Prodi non aveva saputo risolvere, vedi ad esempio i rifiuti campani e la gestione della sicurezza. Il vero problema è che questo potere in Italia non ha nessun freno o contraltare né negli altri poteri dello stato, né nella stampa, né nella pubblica opinione.

Written by mattiaq

lunedì 28 luglio 08 at 19.29

Pubblicato su La pentola di fagioli

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A chiunque possa essere interessato

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Quello che segue è il testo di un documento che ho provveduto a firmare e depositare in luogo sicuro, in ogni caso desidero dargli la più ampia pubblicità anche se ovviamente spero che non mi serva mai.

Il testo è il frutto del rimaneggiamento di diversi documenti trovati in rete e spero sia esaustivo. Se avete dei suggerimenti fatemelo sapere.

La legge italiana sancisce il diritto di ogni paziente di acconsentire o meno alle cure proposte.  Con la presente desidero rendere esplicite e, auspicabilmente, chiare le mie volontà nel caso in cui mi trovassi incapace di intendere e di volere e si dovesse scegliere di intraprendere o di proseguire una terapia medica.

Queste mie volontà sono chiarissime in linea teorica, ma sono altresì consapevole che spesso la realtà si presenta in maniera più sfumata e può essere difficile adattare un principio astratto a una fattispecie concreta. Per questo motivo rimetto ogni decisione finale a mia moglie che nomino mio rappresentante fiduciario, nella più profonda fiducia che saprà interpretare correttamente le mie volontà e sostituirsi a me in tutte le decisioni.

Premessa

Considero prive di valore e lesive della mia dignità di persona tutte le situazioni in cui non fossi capace di un’esistenza razionale e/o fossi impossibilitato da una malattia irreversibile a condurre una vita di relazioni; e quindi considero non dignitose tutte le situazioni in cui le cure mediche non avessero altro scopo che quello di un mero prolungamento della vita vegetativa. Perciò, poiché in tali circostanze la vita sarebbe per me molto peggiore della morte, voglio che tutti i trattamenti destinati a protrarla siano sospesi o cessati.

Considero egualmente non accettabili, in quanto anch’esse peggiori della morte e in contrasto con il mio concetto di valore della vita e dignità della persona umana, situazioni in cui malattie senza prospettive di guarigione siano inutilmente prolungate attraverso cure e metodi artificiali.

Non considero il mio sentimento religioso in contrasto con quanto appena espresso in quanto ritengo che la morte sia un evento naturale e non temibile e che sia doveroso accettare una morte serena quando non vi siano speranze di guarigione.

Disposizioni

Desidero che vengano tentate tutte le strade per un possibile recupero, ma, nel caso che lo stato in cui mi dovessi trovare fosse giudicato irreversibile e tale da non permettere un recupero delle capacità intellettive, desidero essere accompagnato alla morte in modo tale che venga privilegiata la qualità e dignità della vita rimanente, anche a scapito della durata della stessa.

Per questi motivi dispongo che interventi oggi comunemente definiti “provvedimenti di sostegno vitale” e che consistono in misure urgenti quali, ad esempio, la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione assistita, la dialisi, la chirurgia d’urgenza, le trasfusioni di sangue, l’alimentazione artificiale, terapie antibiotiche, non siano messi in atto, qualora il loro risultato fosse, a giudizio di due medici, dei quali uno specialista, il prolungamento del mio morire o il mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente o il mantenimento di uno stato di demenza o la totale paralisi con incapacità a comunicare.

In particolare, nel caso io fossi affetto da una malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali, incluso ogni forma di alimentazione artificiale, e tale da impedirmi una normale vita di relazione, rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o continuazione dell’esistenza dipendente da macchine e non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.

Chiedo inoltre formalmente che nel caso fossi affetto da una delle malattie sopra indicate siano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso in particolare l’uso di farmaci oppiacei, anche se essi rischiassero di anticipare la fine della mia vita.

Nomina del fiduciario

Ai fini dell’attuazione delle volontà espresse nel presente documento, nomino mia rappresentante fiduciaria mia moglie [omissis] la quale accetta la nomina e si impegna a garantire le volontà sopra espresse e a sostituirsi a me per tutte le decisioni che io non potessi prendere qualora perdessi la capacità di decidere per me stesso.

Nel caso che il mio rappresentante fiduciario sia nell’impossibilità di esercitare la sua funzione, delego a sostituirlo in tale compito il mio parente più stretto in grado di accettare tale ruolo.

Testimoni

I testimoni del presente atto sono [omissis]

Resta inteso che queste mie volontà potranno essere da me revocate o modificate in ogni momento con una successiva dichiarazione a loro consegnata da me personalmente. In caso di dichiarazione sopravvenuta, varranno le mie più recenti disposizioni.

Roma, 15 luglio 2008

Mattia Quilici

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lunedì 28 luglio 08 at 17.11

Pubblicato su Io, me medesimo

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Il partito che non c’è

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Chi ha letto i post di questo blog penserà sicuramente di avere davanti un tipico esemplare di quelli che Zoro chiama caproni, quelli che sono rimasti fedeli al partito e hanno traghettato il loro voto dal PCI al PDS ai DS e infine al PD. E invece no, devo confessare che dalla fine del PCI ho votato molti partiti, ma solo molto raramente PDS e DS, solo se potevo dare la preferenza a persone che stimavo a livello personale (come ad esempio Nicola Zingaretti).

Il fatto è che io mi considero ancora legato all’eredità di quel PCI degli anni ottanta di cui ho avuto la tessera. Un partito che adesso non c’è più e che non ha lasciato eredi. Temo che il mio futuro politico rimarrà confinato alla ricerca di un partito che non c’è, di un partito che abbia queste caratteristiche che considero ancora attuali:

  • serio, rigoroso, forse anche un po’ austero, che privilegi la sostanza all’apparenza, che non si basi sulle facce, ma sulle idee;
  • un partito che porti avanti con coerenza la questione morale, non per attaccare i propri avversari, ma, innanzitutto,  per fare selezione e pulizia al suo interno. Sia chiaro che per me non si tratta solo di non commettere reati, ma anche evitare di entrare in quella zona grigia di favori, privilegi, cordate di potere, spartizioni che invece ormai viene frequentata allegramente da tutti;
  • una forza politica che ripudi il comunismo sovietico e tutte le dittature di destra e di sinistra;
  • un partito che cerchi nell’Europa e nel rapporto con le socialdemocrazie il suo orizzonte;
  • un partito che non abbia rinunciato ad un ideale ed una prospettiva di riforma radicale della società in senso egualitario;
  • un partito che però sia realista, che privilegi la necessità di governare all’affermazione dei propri principi, consapevole che la politica è l’arte del compromesso.

Il fatto che io abbia votato PD alle ultime elezioni dovrebbe quindi stupire; il PD non è certo il mio partito ideale.

Il problema però è che a sinistra del PD c’è da tempo il deserto: gruppuscoli velleitari che hanno boicottato ogni possibile progresso in questo paese in cambio di un po’ di visibilità. Personaggi innamorati di se stessi che hanno perso ogni contatto con la realtà del paese. Non è certo un caso (e sicuramente non c’entra Veltroni) se hanno tutti preso una tranvata alle elezioni. Non è un caso nemmeno adesso se non riescono nemmeno a costruire un punto di ripartenza comune e se si frantumano sempre più. Non sarà un caso (e certamente non sarà colpa di Veltroni) se nei prossimi anni spariranno nell’indifferenza generale.

Del PD di Veltroni mi era piaciuta l’apertura al di fuori del proprio recinto, mi ero illuso che potesse essere un partito inclusivo delle tante sensibilità della società italiana, un partito dove ci fosse spazio anche per me, anche se non mi illudevo di trovare un partito che mi rispecchiasse mi sarei trovato a casa in un partito che avesse rispecchiato la pluralità di opinioni della sinistra italiana.

Adesso le mie illusioni sul PD sono uscite sconfitte dal ripiegarsi in se stessi del partito, dal rinchiudersi in correnti e fondazioni, dal concentrarsi sullo scontro per il potere interno. Avrei voluto che la sconfitta si trasformasse in un’opportunità di maggiore contaminazione, di un ulteriore passo indietro della classe dirigente rispetto alla base elettorale o anche alla base degli iscritti. Ciò non è stato e francamente a questo punto non so dove rivolgermi per trovare una risposta al mio desiderio di partecipazione.

Written by mattiaq

lunedì 28 luglio 08 at 12.24

Pubblicato su La pentola di fagioli

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Rieccomi

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Un attimo di pausa nelle giornate frenetiche di quest’ultimo mese. Non sono sparito e non mi è passata la voglia di sfogarmi in questo blog. Vediamo se riesco a buttare giù qualcuno dei temi che mi frulla in mente.

Written by mattiaq

lunedì 28 luglio 08 at 11.45

Non perdere di vista il quadro generale

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E’ da un po’ che ci pensavo, adesso lo scrive anche Berselli sull’Espresso: mentre noi ci scanniamo sulla manifestazione sì, manifestazione no (nessuna lezione imparata dal fallimento del governo Prodi evidentemente) nessuno guarda al complesso dell’azione del governo in carica.

C’è in effetti l’attacco alla giustizia, ma questo non deve distrarci dagli altri fronti che, se non altrettanto importanti dal punto di vista della difesa della democrazia, sono senza dubbio più sentiti dall’opinione pubblica. Politiche sociali, politiche fiscali, difesa del potere di acquisto, sicurezza sul lavoro sono tutti campi in cui il governo sta intervenendo pesantemente e mentre noi ci occupiamo di telefonate hard e di chi sia più bravo ad andare in piazza Tremonti, Brunetta, Sacconi e soci stanno facendo dei danni che non sarà semplice rimediare.

A mio modo di vedere l’opposizione dovrebbe denunciare con forza questi scempi, intorno a questi temi potrebbe raccogliere un ampio consenso sia nella propria base che fuori.

  • Iniziamo a dire ad esempio che la social card (oltre ad essere poco dignitosa) costituisce un sollievo molto minore degli sgravi concessi da Prodi.
  • Diciamo anche che porre il tasso di inflazione programmata così al di sotto dell’inflazione reale è un attacco al valore reale dei salari e delle pensioni di tutti.
  • Diciamo che i tagli alla sanità porteranno alla reintroduzione dei ticket.
  • Diciamo che questo governo sta programmando (ufficialmente) un aumento della pressione fiscale.
  • Diciamo chiaramente che la cosiddetta Robin Hood Tax la pagheremo tutti noi visto il regime di cartello in cui operano i settori formalmente colpiti.
  • Diciamo che l’abolizione delle misure anti-evasione costituisce chiaramente un segnale di via libera ai disonesti.
  • Diciamo che si potranno nuovamente richiedere le lettere di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione.
  • Diciamo che non solo non si fa nulla per impedire le morti bianche, ma si smantellano quel poco di difese che c’erano.
  • Diciamo che questo governo manda nelle strade i soldati come se ci fosse una guerra civile e poi lascia senza soldi polizia e carabinieri che tagliano le volanti perché non possono pagare la benzina.
  • Diciamo tante altre cose che io adesso sto certamente dimenticando, ma che sicuramente qualcuno potrebbe aggiungere.

Ma soprattutto oltre a questo iniziamo a dire cosa faremmo noi se fossimo al loro posto, iniziamo a fare delle belle proposte, creiamo dei belli slogan da ripetere insistentemente da qui all’autunno e anche oltre. Cerchiamo di far passare il nostro messaggio.

Written by mattiaq

giovedì 3 luglio 08 at 18.16

Pubblicato su La pentola di fagioli

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Casca il mondo

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Insomma, a questa manifestazione dell’8 luglio io ci andrei se potessi, ma non le darei questo significato di resa dei conti.

Come notava Diego sarà difficile darne un’interpretazione qualunque sia il risultato. Anzi un’interpretazione la posso già dare: sia che la manifestazione vada bene, sia che si riveli un flop il PD ne uscirà male essendosi chiamato fuori da una protesta sacrosanta.

Il fatto è (e mi ripeto) che il vero problema non è questa manifestazione (che in fondo è solo una risposta alle porcate del governo), ma la mancanza di iniziative e di proposte sui temi che ci dovrebbero caratterizzare.

Written by mattiaq

mercoledì 2 luglio 08 at 14.10

Pubblicato su La pentola di fagioli

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