mattiaq

Sempre allegri (bisogna stare)

Archive for giugno 2008

Chiamarsi fuori

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Come al solito il post di Zoro descrive la situazione così come non riescono nemmeno gli inviati dei giornali (per incapacità, per servilismo o per pietà). Il PD non esiste più al di fuori del suo vertice, la sua struttura è stata distrutta e altrettanto è stato fatto di chi avrebbe dovuto sostituirla.

E insomma, per la prima volta da quando seguo la politica Veltroni era riuscito là dove erano falliti in tanti: portare facce nuove e nuovo entusiasmo nel partito. E che ti combina poi? Li prende per il culo, gli fa fare la claque a decisioni discutibili calate dall’alto, ma al tempo stesso concordate fino alle virgole con gente improponibile e rappresentante non si sa bene chi, gli fa fare i costituenti senza diritto di parola. E ci meravigliamo se molti si sono chiamati fuori? E se quelli che si sono presentati all’assemblea erano demoralizzati?

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Written by mattiaq

lunedì 23 giugno 08 at 17.27

Pubblicato su La pentola di fagioli

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Voglia di partecipare

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In questi tempi cupi alterno lo scoramento più profondo e l’incazzatura. Anche la voglia di partecipare attivamente oscilla.

Il problema vero è che se volessi concretizzare questa voglia di partecipazione non troverei il canale per farlo.

Vent’anni fa sapevo cosa fare, avrei potuto attaccare manifesti, avrei potuto volantinare, avrei potuto partecipare ad un dibattito in sezione, oggi non ne ho più la voglia e forse non sarebbero nemmeno più delle attività utili.

Oggi quello che vorrei è un modo per poter influire sulle scelte dei partiti che potenzialmente mi rappresentano. Vorrei essere ascoltato. E invece il messaggio che si riceve a tutti i livelli è “non disturbare i manovratori”.

Per questo in autunno avevo deciso di investire nel PD dopo anni di sfiducia nei confronti di PDS e DS, perché mi sembrava un progetto che assegnava un ruolo anche a chi come me si limitava ad essere un simpatizzante, sia con le primarie, sia con nuove forme di partecipazione che si sarebbero inventate insieme.

Quello che mi aspettavo era un partito che non solo si sarebbe aperto alla partecipazione di forze nuove (e già non sarebbe stato poco), ma che sarebbe venuto attivamente a cercare di coinvolgere tutti quelli che come me erano rimasti alla finestra ad aspettare qualcosa in cui riconoscersi.

Invece sin da subito abbiamo visto assemblee finte, decisioni prese in sedi improprie, scomparsa delle primarie, riemergere delle peggiori logiche correntizie e spartitorie. Corsa alle poltrone dei soliti noti, incapacità di accettare le conseguenze politiche delle proprie azioni. Tutte le persone che avrebbero potuto garantire un ricambio di classe politica (da Cuperlo a Scalfarotto e a tanti altri) non solo sono state tenute lontano dalla stanza dei bottoni, ma gli è stato impedito di porre temi nuovi nell’agenda politica.

C’è stato un tentativo di smuovere le acque da parte di Diego Bianchi con la Fondazione Daje, ma per ora non si scorgono grandi effetti. Il PD continua a muoversi senza una propria chiara linea politica, si limita a dire di sì o ad opporsi debolmente alle iniziative del governo. Anche la sbandierata linea della concordia per le riforme non si è mai ben capito a quali riforme tendesse.

Insomma io resto qua, con molta voglia di dire la mia e senza nessuno con cui confrontarsi.

Secondo me un modo per uscire dall’impasse potrebbero essere una serie di iniziative tematiche, su temi nuovi oppure reinquadrando temi vecchi da prospettive nuove. iniziative che potrebbero essere prese a livello nazionale o locale, che si rivolgano non agli apparati, ma ai simpatizzanti. Non necessariamente delle iniziative di piazza, ma qualcosa che stimoli la partecipazione. Mi piacerebbe che fossero delle specie di assemblee programmatiche aperte. Queste iniziative potrebbero essere in qualche modo una risposta alla richiesta di un PD pride di Cristiana Alicata di qualche giorno fa.

Written by mattiaq

giovedì 19 giugno 08 at 12.34

Pubblicato su La pentola di fagioli

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C’è posta per te

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Mi pare giusto: dopo che ci ha ammorbato per tutta la campagna elettorale con le lettere che aveva ricevuto, non potrà adesso lamentarsi se anche noi che vorremmo partecipare alla vita del PD e invece ne veniamo tenuti fuori iniziamo a scrivergli.

Chissà, magari non farà parlare i costituenti all’assemblea, però forse inizia a leggerne le lettere… :)

Quasi quasi ora gli scrivo anch’io.

Written by mattiaq

mercoledì 18 giugno 08 at 14.54

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Tempi cupi

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Sarà che la giornata è grigia e piovosa, ma il clima politico che ho visto oggi nel mio giro solito di letture, tra post e commenti è veramente deprimente. Saranno state le elezioni in Sicilia, sarà stata la blanda reazione ai potentissimi attacchi berlusconiani allo stato di diritto, la sensazione è quella di un popolo allo sbando, senza più punti di riferimento (a meno che non vogliamo prendere in considerazione Di Pietro).

Restando ai blog più o meno formalmente piddini, come al solito da Zoro si trova la riflessione più amara e la sintesi di tutto, ma anche Scalfarotto e la Meo sulla fantomatica assemblea costituente e i commenti da Gianni Cuperlo e lo stesso Gianni; insomma c’è grossa crisi.

L’unica con una vena di ottimismo è Cristiana Alicata che non ha forse tutti i torti a voler ripartire dal basso, dall’orgoglio della base (in fondo è l’altra faccia dello scazzamento della base della Fondazione Daje).

Per quanto mi riguarda la mia dose di fiducia è veramente ai minimi. Il progetto del PD come era apparso alle primarie mi sembrava l’ultima occasione per rifondare la sinistra in Italia e oggi mi pare un progetto fallito, sia elettoralmente, sia (e soprattutto) nell’organizzazione.

Written by mattiaq

martedì 17 giugno 08 at 18.39

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Se otto ore vi sembran poche …

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… provate voi a lavorare 60 ore a settimana.

Io 60 ore a settimana le lavoro spesso, quindi non è per la quantità in sé.

Il fatto è che questa decisione (presa in sede europea, non dimentichiamolo) combinata con il fatto che in Italia negli ultimi anni ben otto punti di PIL siano passati dai salari ai profitti delle aziende, rende bene il clima che si respira in tutta Europa.

Non sarà un caso che questa enorme regressione dei diritti e delle condizioni economiche degli stipendiati si sposi con lo scarsissimo potere che hanno oggi le organizzazioni sindacali.

Sarà un concetto superato, ma forse è bene ricordare che le conquiste (diritti e salari) si ottengono e si difendono solo attraverso l’unità e la lotta sindacale.

Che poi la crisi dei sindacati sia in buona misura responsabilità dei sindacati stessi è un altro discorso.

Written by mattiaq

lunedì 16 giugno 08 at 11.36

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Competenze

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Mi rassicura sapere che i militari che pattuglieranno le nostre strade hanno avuto esperienza nelle missioni all’estero.

Non sia mai che ci sia bisogno di sminare un marciapiede o eliminare un cecchino saremo ben protetti.

Written by mattiaq

sabato 14 giugno 08 at 20.49

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Trattati

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OK, l’Irlanda non vuole l’Europa.

Ma l’Europa vuole l’Irlanda?

Più seriamente, vale la pena di continuare ad andare avanti con l’Europa dell’unanimità?

Basta con i compromessi al ribasso (sempre più al ribasso). Proponiamo qualcosa di veramente avanzato e vediamo chi ci sta. Gli altri possono sempre raggiungerci dopo.

Written by mattiaq

venerdì 13 giugno 08 at 16.01

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