mattiaq

Sempre allegri (bisogna stare)

Veltroni condivide

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Insomma pare che Walter (o chi scrive per lui), a differenza di tanti suoi colleghi, capisca qualcosa delle dinamiche della rete.

Peccato che questa competenza non vada di pari passo con la capacità di guidare un partito.

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Venerdì 1 Agosto 08 alle 18.36

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Alitalia

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E’ da un po’ che speravo che qualcuno mettesse a confronto il piano di Airfrance e quello di Berlusconi per Alitalia. Finalmente qualcosa si muove: l’altro giorno ho trovato questo commento di Gianluca Poscente sul blog di Gianni Cuperlo che mi sembrava abbastanza condivisibile. Ieri Gilioli schematizzava in modo impeccabile la situazione. Oggi ne parlano anche i giornali.

Oltre ai punti che richiamava Gilioli (i costi enormi a carico dello stato, la riduzione della concorrenza per i viaggiatori, l’aumento spropositato di esuberi) non dimentichiamoci il fatto più importante per il futuro della compagnia aerea: l’esclusione (proprio mentre Iberia si unisce a British) dalle grandi alleanze internazionali. Una compagnia nazionale non può aspirare che a un ruolo marginale e ad un orizzonte limitatissimo. In pratica il risultato ottenuto è la cessione del marchio Alitalia ad AirOne che continuerà ad essere quel che era senza nemmeno doversi più preoccupare della concorrenza. In pratica vivrà del monopolio sulla Roma-Milano.

Per l’ennesima volta la reazione del PD è debole e stentata e perdiamo l’occasione di far notare come le politiche del governo Berlusconi siano nocive per il paese.

Written by mattiaq

Venerdì 1 Agosto 08 alle 12.31

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Morire d’inedia (e sia chiaro che parlo del PD)

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Non riesco a capire come il PD riesca a continuare a farsi del male in questo modo. L’astensione sul caso di Eluana Englaro è la peggiore delle scelte possibili. Al limite in questi casi si può lasciare libertà di coscienza ai parlamentari, ma scegliere di non scegliere è veramente l’antitesi della politica e la continuità in un solo partito della paralisi che avvolge la sinistra da anni (e non mi vengano a dire che è colpa della sinistra se non hanno potuto decidere).

PS: Chi volesse sapere cosa ne penso io basta che scorra pochi post all’indietro.

Written by mattiaq

Venerdì 1 Agosto 08 alle 11.12

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Concerti stonati

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Ieri sera al concerto di Paul Simon (il cui concerto non era affatto stonato) c’era Veltroni, un Veltroni piuttosto cupo e amareggiato all’apparenza. Per tutto il concerto, mentre tutti ballavano e cantavano, lui non ha nemmeno mosso il piedino, sembrava quasi scocciato.

Guardandolo mi sono fatto un film: una specie di prova d’orchestra in cui Veltroni è un direttore rassegnato di un’orchestra che va per conto suo, ognuno fa quel che vuole, suona al suo tempo, stona, addirittura pretende di seguire uno spartito diverso dagli altri. Mi sono immaginato un Veltroni/direttore che esplode in una rabbia incontrollabile e che manda tutti a quel paese.

In effetti mi chiedo perché Veltroni stia accettando questo ruolo che gli è stato assegnato di colpevole di ogni errore, passato, presente e futuro senza però più nessuna autorità. Qui ognuno si sente libero di trattare a nome di non si sa bene chi alleanze e strategie, Veltroni viene considerato zero e nessuno si preoccupa se si lamenta di questa anarchia.

A livello personale penso che si stia avviando verso le elezioni europee dove farà da capro espiatorio della peggiore batosta della sinistra dal dopoguerra e verrà per sempre ricordato per questo. Tutti sono contenti perché nessuno si vuole prendere la patata bollente, ma non capisco perché lui lo accetti. Se fossi in lui farei saltare il tavolo. Mi metterei in rotta di collisione frontale con i vari notabili, farei appello a chi mi ha votato alle primarie, chiederei a loro di sparare sul quartier generale che in questo momento è un messaggio che verrebbe ben recepito.

Written by mattiaq

Mercoledì 30 Luglio 08 alle 11.14

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Parlamentarismi

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Spero sia chiaro a tutti che abbiamo cambiato forma di governo, l’Italia non è più un regime parlamentare, ma un sistema presidenziale (dove per presidente si intende il presidente del consiglio dei ministri).

Con questa legislatura penso che possa considerarsi completato il processo di svuotamento del Parlamento.

Si è iniziato con l’abolizione delle preferenze che ha dato maggiore potere ai partiti togliendo il rapporto diretto tra eletto ed elettore. Adesso le liste elettorali sono bloccate e scelte dalle segreterie di partito in modo da premiare l’affidabilità degli eletti ed escludere le personalità indipendenti.

Le varie leggi elettorali riviste in senso sempre più maggioritario hanno permesso una maggiore governabilità, ma non si sono contestualmente aggiornati gli strumenti di bilanciamento e garanzia (ad esempio i quorum) previsti dalla costituzione.

La prassi di assegnare ruoli istituzionali alle opposizioni è stata profondamente ridotta nel corso degli anni. Anche per questo i calendari parlamentari sono in mano alla maggioranza visto che al votro dei capigruppo può sommare quello dei Presidenti dei due rami del Parlamento..

Sono aumentati a dismisura i decreti legge e i voti di fiducia.

Con quest’ultimo governo abbiamo poi avuto numerose innovazioni:

  • è stato superato il controllo preventivo del Presidente della Repubblica sui decreti legge facendogli firmare dei testi che poi sono stati completamente stravolti in fase di conversione.
  • Svuotato il lavoro delle commisioni parlamentari, dell’aula e addirittura del Consiglio dei Ministri poiché spesso la discussione è avvenuta su un testo che è stato completamente cambiato con un maximendamento sostitutivo dell’ultimo minuto con annesso voto di fiducia (pensiamo alla finanziaria).

A questo punto, grazie questa prassi che si sta consolidando Berlusconi può governare a suo piacimento sulla base di ukase che verranno ratificati dalla maggioranza di yesmen che abbiamo al Parlamento.

Questo non è necessariamente un male, né l’anticamera della dittatura. D’altra parte molti paesi democratici (ad esempio il Regno Unito o gli USA) hanno regimi che danno poco peso ai parlamenti rispetto all’esecutivo. Berlusconi ha poi saputo usare questo potere anche per sbloccare situazioni che agli italiani sembravano urgenti e che Prodi non aveva saputo risolvere, vedi ad esempio i rifiuti campani e la gestione della sicurezza. Il vero problema è che questo potere in Italia non ha nessun freno o contraltare né negli altri poteri dello stato, né nella stampa, né nella pubblica opinione.

Written by mattiaq

Lunedì 28 Luglio 08 alle 19.29

A chiunque possa essere interessato

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Quello che segue è il testo di un documento che ho provveduto a firmare e depositare in luogo sicuro, in ogni caso desidero dargli la più ampia pubblicità anche se ovviamente spero che non mi serva mai.

Il testo è il frutto del rimaneggiamento di diversi documenti trovati in rete e spero sia esaustivo. Se avete dei suggerimenti fatemelo sapere.

La legge italiana sancisce il diritto di ogni paziente di acconsentire o meno alle cure proposte.  Con la presente desidero rendere esplicite e, auspicabilmente, chiare le mie volontà nel caso in cui mi trovassi incapace di intendere e di volere e si dovesse scegliere di intraprendere o di proseguire una terapia medica.

Queste mie volontà sono chiarissime in linea teorica, ma sono altresì consapevole che spesso la realtà si presenta in maniera più sfumata e può essere difficile adattare un principio astratto a una fattispecie concreta. Per questo motivo rimetto ogni decisione finale a mia moglie che nomino mio rappresentante fiduciario, nella più profonda fiducia che saprà interpretare correttamente le mie volontà e sostituirsi a me in tutte le decisioni.

Premessa

Considero prive di valore e lesive della mia dignità di persona tutte le situazioni in cui non fossi capace di un’esistenza razionale e/o fossi impossibilitato da una malattia irreversibile a condurre una vita di relazioni; e quindi considero non dignitose tutte le situazioni in cui le cure mediche non avessero altro scopo che quello di un mero prolungamento della vita vegetativa. Perciò, poiché in tali circostanze la vita sarebbe per me molto peggiore della morte, voglio che tutti i trattamenti destinati a protrarla siano sospesi o cessati.

Considero egualmente non accettabili, in quanto anch’esse peggiori della morte e in contrasto con il mio concetto di valore della vita e dignità della persona umana, situazioni in cui malattie senza prospettive di guarigione siano inutilmente prolungate attraverso cure e metodi artificiali.

Non considero il mio sentimento religioso in contrasto con quanto appena espresso in quanto ritengo che la morte sia un evento naturale e non temibile e che sia doveroso accettare una morte serena quando non vi siano speranze di guarigione.

Disposizioni

Desidero che vengano tentate tutte le strade per un possibile recupero, ma, nel caso che lo stato in cui mi dovessi trovare fosse giudicato irreversibile e tale da non permettere un recupero delle capacità intellettive, desidero essere accompagnato alla morte in modo tale che venga privilegiata la qualità e dignità della vita rimanente, anche a scapito della durata della stessa.

Per questi motivi dispongo che interventi oggi comunemente definiti “provvedimenti di sostegno vitale” e che consistono in misure urgenti quali, ad esempio, la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione assistita, la dialisi, la chirurgia d’urgenza, le trasfusioni di sangue, l’alimentazione artificiale, terapie antibiotiche, non siano messi in atto, qualora il loro risultato fosse, a giudizio di due medici, dei quali uno specialista, il prolungamento del mio morire o il mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente o il mantenimento di uno stato di demenza o la totale paralisi con incapacità a comunicare.

In particolare, nel caso io fossi affetto da una malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali, incluso ogni forma di alimentazione artificiale, e tale da impedirmi una normale vita di relazione, rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o continuazione dell’esistenza dipendente da macchine e non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.

Chiedo inoltre formalmente che nel caso fossi affetto da una delle malattie sopra indicate siano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso in particolare l’uso di farmaci oppiacei, anche se essi rischiassero di anticipare la fine della mia vita.

Nomina del fiduciario

Ai fini dell’attuazione delle volontà espresse nel presente documento, nomino mia rappresentante fiduciaria mia moglie [omissis] la quale accetta la nomina e si impegna a garantire le volontà sopra espresse e a sostituirsi a me per tutte le decisioni che io non potessi prendere qualora perdessi la capacità di decidere per me stesso.

Nel caso che il mio rappresentante fiduciario sia nell’impossibilità di esercitare la sua funzione, delego a sostituirlo in tale compito il mio parente più stretto in grado di accettare tale ruolo.

Testimoni

I testimoni del presente atto sono [omissis]

Resta inteso che queste mie volontà potranno essere da me revocate o modificate in ogni momento con una successiva dichiarazione a loro consegnata da me personalmente. In caso di dichiarazione sopravvenuta, varranno le mie più recenti disposizioni.

Roma, 15 luglio 2008

Mattia Quilici

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Lunedì 28 Luglio 08 alle 17.11

Pubblicato in Io, me medesimo

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Il partito che non c’è

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Chi ha letto i post di questo blog penserà sicuramente di avere davanti un tipico esemplare di quelli che Zoro chiama caproni, quelli che sono rimasti fedeli al partito e hanno traghettato il loro voto dal PCI al PDS ai DS e infine al PD. E invece no, devo confessare che dalla fine del PCI ho votato molti partiti, ma solo molto raramente PDS e DS, solo se potevo dare la preferenza a persone che stimavo a livello personale (come ad esempio Nicola Zingaretti).

Il fatto è che io mi considero ancora legato all’eredità di quel PCI degli anni ottanta di cui ho avuto la tessera. Un partito che adesso non c’è più e che non ha lasciato eredi. Temo che il mio futuro politico rimarrà confinato alla ricerca di un partito che non c’è, di un partito che abbia queste caratteristiche che considero ancora attuali:

  • serio, rigoroso, forse anche un po’ austero, che privilegi la sostanza all’apparenza, che non si basi sulle facce, ma sulle idee;
  • un partito che porti avanti con coerenza la questione morale, non per attaccare i propri avversari, ma, innanzitutto,  per fare selezione e pulizia al suo interno. Sia chiaro che per me non si tratta solo di non commettere reati, ma anche evitare di entrare in quella zona grigia di favori, privilegi, cordate di potere, spartizioni che invece ormai viene frequentata allegramente da tutti;
  • una forza politica che ripudi il comunismo sovietico e tutte le dittature di destra e di sinistra;
  • un partito che cerchi nell’Europa e nel rapporto con le socialdemocrazie il suo orizzonte;
  • un partito che non abbia rinunciato ad un ideale ed una prospettiva di riforma radicale della società in senso egualitario;
  • un partito che però sia realista, che privilegi la necessità di governare all’affermazione dei propri principi, consapevole che la politica è l’arte del compromesso.

Il fatto che io abbia votato PD alle ultime elezioni dovrebbe quindi stupire; il PD non è certo il mio partito ideale.

Il problema però è che a sinistra del PD c’è da tempo il deserto: gruppuscoli velleitari che hanno boicottato ogni possibile progresso in questo paese in cambio di un po’ di visibilità. Personaggi innamorati di se stessi che hanno perso ogni contatto con la realtà del paese. Non è certo un caso (e sicuramente non c’entra Veltroni) se hanno tutti preso una tranvata alle elezioni. Non è un caso nemmeno adesso se non riescono nemmeno a costruire un punto di ripartenza comune e se si frantumano sempre più. Non sarà un caso (e certamente non sarà colpa di Veltroni) se nei prossimi anni spariranno nell’indifferenza generale.

Del PD di Veltroni mi era piaciuta l’apertura al di fuori del proprio recinto, mi ero illuso che potesse essere un partito inclusivo delle tante sensibilità della società italiana, un partito dove ci fosse spazio anche per me, anche se non mi illudevo di trovare un partito che mi rispecchiasse mi sarei trovato a casa in un partito che avesse rispecchiato la pluralità di opinioni della sinistra italiana.

Adesso le mie illusioni sul PD sono uscite sconfitte dal ripiegarsi in se stessi del partito, dal rinchiudersi in correnti e fondazioni, dal concentrarsi sullo scontro per il potere interno. Avrei voluto che la sconfitta si trasformasse in un’opportunità di maggiore contaminazione, di un ulteriore passo indietro della classe dirigente rispetto alla base elettorale o anche alla base degli iscritti. Ciò non è stato e francamente a questo punto non so dove rivolgermi per trovare una risposta al mio desiderio di partecipazione.

Written by mattiaq

Lunedì 28 Luglio 08 alle 12.24

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Rieccomi

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Un attimo di pausa nelle giornate frenetiche di quest’ultimo mese. Non sono sparito e non mi è passata la voglia di sfogarmi in questo blog. Vediamo se riesco a buttare giù qualcuno dei temi che mi frulla in mente.

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Lunedì 28 Luglio 08 alle 11.45

Non perdere di vista il quadro generale

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E’ da un po’ che ci pensavo, adesso lo scrive anche Berselli sull’Espresso: mentre noi ci scanniamo sulla manifestazione sì, manifestazione no (nessuna lezione imparata dal fallimento del governo Prodi evidentemente) nessuno guarda al complesso dell’azione del governo in carica.

C’è in effetti l’attacco alla giustizia, ma questo non deve distrarci dagli altri fronti che, se non altrettanto importanti dal punto di vista della difesa della democrazia, sono senza dubbio più sentiti dall’opinione pubblica. Politiche sociali, politiche fiscali, difesa del potere di acquisto, sicurezza sul lavoro sono tutti campi in cui il governo sta intervenendo pesantemente e mentre noi ci occupiamo di telefonate hard e di chi sia più bravo ad andare in piazza Tremonti, Brunetta, Sacconi e soci stanno facendo dei danni che non sarà semplice rimediare.

A mio modo di vedere l’opposizione dovrebbe denunciare con forza questi scempi, intorno a questi temi potrebbe raccogliere un ampio consenso sia nella propria base che fuori.

  • Iniziamo a dire ad esempio che la social card (oltre ad essere poco dignitosa) costituisce un sollievo molto minore degli sgravi concessi da Prodi.
  • Diciamo anche che porre il tasso di inflazione programmata così al di sotto dell’inflazione reale è un attacco al valore reale dei salari e delle pensioni di tutti.
  • Diciamo che i tagli alla sanità porteranno alla reintroduzione dei ticket.
  • Diciamo che questo governo sta programmando (ufficialmente) un aumento della pressione fiscale.
  • Diciamo chiaramente che la cosiddetta Robin Hood Tax la pagheremo tutti noi visto il regime di cartello in cui operano i settori formalmente colpiti.
  • Diciamo che l’abolizione delle misure anti-evasione costituisce chiaramente un segnale di via libera ai disonesti.
  • Diciamo che si potranno nuovamente richiedere le lettere di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione.
  • Diciamo che non solo non si fa nulla per impedire le morti bianche, ma si smantellano quel poco di difese che c’erano.
  • Diciamo che questo governo manda nelle strade i soldati come se ci fosse una guerra civile e poi lascia senza soldi polizia e carabinieri che tagliano le volanti perché non possono pagare la benzina.
  • Diciamo tante altre cose che io adesso sto certamente dimenticando, ma che sicuramente qualcuno potrebbe aggiungere.

Ma soprattutto oltre a questo iniziamo a dire cosa faremmo noi se fossimo al loro posto, iniziamo a fare delle belle proposte, creiamo dei belli slogan da ripetere insistentemente da qui all’autunno e anche oltre. Cerchiamo di far passare il nostro messaggio.

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Giovedì 3 Luglio 08 alle 18.16

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Casca il mondo

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Insomma, a questa manifestazione dell’8 luglio io ci andrei se potessi, ma non le darei questo significato di resa dei conti.

Come notava Diego sarà difficile darne un’interpretazione qualunque sia il risultato. Anzi un’interpretazione la posso già dare: sia che la manifestazione vada bene, sia che si riveli un flop il PD ne uscirà male essendosi chiamato fuori da una protesta sacrosanta.

Il fatto è (e mi ripeto) che il vero problema non è questa manifestazione (che in fondo è solo una risposta alle porcate del governo), ma la mancanza di iniziative e di proposte sui temi che ci dovrebbero caratterizzare.

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Mercoledì 2 Luglio 08 alle 14.10

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Quando è legittima la discriminazione

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Lo so che passare per difensore degli zingari in questo momento è non è proprio il massimo per attirare simpatie, però c’è qualcosa che non capisco sulla sentenza della Corte di Cassazione di qualche giorno fa.

Sicuramente sarà colpa dei giornali che hanno riportato male la questione, però io vedo virgolettate affermazioni come “La discriminazione per l’altrui diversità è cosa diversa dalla discriminazione per l’altrui criminosità. In definitiva un soggetto può anche essere legittimamente discriminato per il suo comportamento ma non per la sua qualità di essere diverso” che per me non hanno senso. E’ ovvio che non si può discriminare qualcuno per il suo essere diverso, ma che vuol dire che si può discriminare qualcuno per la sua criminosità? Se uno è un criminale deve essere processato e condannato, non discriminato. Inoltre, e soprattutto, la responsabilità penale in Italia è personale, come si può discriminare un gruppo di persone per l’eventuale criminosità di alcuni (anche se fossero la gran parte).

Ma la cosa più grave è il fatto che etichettare come criminale qualcuno per la sua origine etnica è comunque una discriminazione in base alla diversità e dunque rientra nella fattispecie che la Corte ritiene illegittima.

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Martedì 1 Luglio 08 alle 17.50

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Ricambio generazionale

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A pochi giorni dall’iniziativa de iMille che sta riscuotendo parecchia attenzione e dall’intervento molto esplicito di Gianni Cuperlo all’Assemblea Costituente del PD il tema del ricambio anagrafico nel PD è all’ordine del giorno.

Vedo che molti criticano chi propone il ricambio generazionale. Gli argomenti utilizzati sono i soliti: l’età da sola non è un merito, i cosiddetti giovani hanno per lo più oltre quarant’anni, ecc.

Permettetemi di obiettare una cosa: non me ne frega nulla dell’età di chi dovesse subentrare, l’importante è il ricambio della classe dirigente. Quello che vorrei sono volti nuovi, idee nuove, non necessariamente persone più o meno giovani. Non solo, vorrei che questo in futuro fosse il metodo, chi dirige deve sempre essere messo in discussione da una nuova classe dirigente pronta a prenderne il posto e che si fa carico di istanze e di punti di vista nuovi.

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Martedì 1 Luglio 08 alle 17.37

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Corteo, corteo!

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Vedo che siamo tutti d’accordo che annunciare una manifestazione tra sei mesi (quando il quadro politico sarà cambiato) è senza senso. Vedo anche che molti vedono come unico riparo all’immobilismo del PD sia la manifestazione di micromega della prossima settimana.Fermo restando che non amo Di Pietro né soprattutto i Beppe Grilli la tentazione di scendere in piazza è forte.

Vorrei però cercare di vedere le cose con ottimismo. Visto che Veltroni ha pianificato questa manifestazione per l’autunno ed ha anche annunciato un nuovo tour in pullman perché non utilizzare queste iniziative per farci promotori di nuove iniziative? Iniziamo a mettere noi i temi sul tavolo, basta andare a rimorchio delle iniziative altrui. Tra l’altro Veltroni durante la campagna elettorale era riuscito abbastanza bene in questo gioco di dettare l’agenda politica, possibile che abbia perso quasta capacità?

Written by mattiaq

Martedì 1 Luglio 08 alle 17.19

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Scusate il ritardo

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Dopo qualche giorno di iperlavoro e di caldo sfiancante approfitto di un attimo di tranquillità per pubblicare qualche post che mi era rimasto in draft. Sono solo abbozzi e si è un po’ persa l’attualità, ma quando uno ha dei sassolini nella scarpa è meglio toglierli.

Written by mattiaq

Martedì 1 Luglio 08 alle 16.45

Chiamarsi fuori

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Come al solito il post di Zoro descrive la situazione così come non riescono nemmeno gli inviati dei giornali (per incapacità, per servilismo o per pietà). Il PD non esiste più al di fuori del suo vertice, la sua struttura è stata distrutta e altrettanto è stato fatto di chi avrebbe dovuto sostituirla.

E insomma, per la prima volta da quando seguo la politica Veltroni era riuscito là dove erano falliti in tanti: portare facce nuove e nuovo entusiasmo nel partito. E che ti combina poi? Li prende per il culo, gli fa fare la claque a decisioni discutibili calate dall’alto, ma al tempo stesso concordate fino alle virgole con gente improponibile e rappresentante non si sa bene chi, gli fa fare i costituenti senza diritto di parola. E ci meravigliamo se molti si sono chiamati fuori? E se quelli che si sono presentati all’assemblea erano demoralizzati?

Written by mattiaq

Lunedì 23 Giugno 08 alle 17.27

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Voglia di partecipare

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In questi tempi cupi alterno lo scoramento più profondo e l’incazzatura. Anche la voglia di partecipare attivamente oscilla.

Il problema vero è che se volessi concretizzare questa voglia di partecipazione non troverei il canale per farlo.

Vent’anni fa sapevo cosa fare, avrei potuto attaccare manifesti, avrei potuto volantinare, avrei potuto partecipare ad un dibattito in sezione, oggi non ne ho più la voglia e forse non sarebbero nemmeno più delle attività utili.

Oggi quello che vorrei è un modo per poter influire sulle scelte dei partiti che potenzialmente mi rappresentano. Vorrei essere ascoltato. E invece il messaggio che si riceve a tutti i livelli è “non disturbare i manovratori”.

Per questo in autunno avevo deciso di investire nel PD dopo anni di sfiducia nei confronti di PDS e DS, perché mi sembrava un progetto che assegnava un ruolo anche a chi come me si limitava ad essere un simpatizzante, sia con le primarie, sia con nuove forme di partecipazione che si sarebbero inventate insieme.

Quello che mi aspettavo era un partito che non solo si sarebbe aperto alla partecipazione di forze nuove (e già non sarebbe stato poco), ma che sarebbe venuto attivamente a cercare di coinvolgere tutti quelli che come me erano rimasti alla finestra ad aspettare qualcosa in cui riconoscersi.

Invece sin da subito abbiamo visto assemblee finte, decisioni prese in sedi improprie, scomparsa delle primarie, riemergere delle peggiori logiche correntizie e spartitorie. Corsa alle poltrone dei soliti noti, incapacità di accettare le conseguenze politiche delle proprie azioni. Tutte le persone che avrebbero potuto garantire un ricambio di classe politica (da Cuperlo a Scalfarotto e a tanti altri) non solo sono state tenute lontano dalla stanza dei bottoni, ma gli è stato impedito di porre temi nuovi nell’agenda politica.

C’è stato un tentativo di smuovere le acque da parte di Diego Bianchi con la Fondazione Daje, ma per ora non si scorgono grandi effetti. Il PD continua a muoversi senza una propria chiara linea politica, si limita a dire di sì o ad opporsi debolmente alle iniziative del governo. Anche la sbandierata linea della concordia per le riforme non si è mai ben capito a quali riforme tendesse.

Insomma io resto qua, con molta voglia di dire la mia e senza nessuno con cui confrontarsi.

Secondo me un modo per uscire dall’impasse potrebbero essere una serie di iniziative tematiche, su temi nuovi oppure reinquadrando temi vecchi da prospettive nuove. iniziative che potrebbero essere prese a livello nazionale o locale, che si rivolgano non agli apparati, ma ai simpatizzanti. Non necessariamente delle iniziative di piazza, ma qualcosa che stimoli la partecipazione. Mi piacerebbe che fossero delle specie di assemblee programmatiche aperte. Queste iniziative potrebbero essere in qualche modo una risposta alla richiesta di un PD pride di Cristiana Alicata di qualche giorno fa.

Written by mattiaq

Giovedì 19 Giugno 08 alle 12.34

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C’è posta per te

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Mi pare giusto: dopo che ci ha ammorbato per tutta la campagna elettorale con le lettere che aveva ricevuto, non potrà adesso lamentarsi se anche noi che vorremmo partecipare alla vita del PD e invece ne veniamo tenuti fuori iniziamo a scrivergli.

Chissà, magari non farà parlare i costituenti all’assemblea, però forse inizia a leggerne le lettere… :)

Quasi quasi ora gli scrivo anch’io.

Written by mattiaq

Mercoledì 18 Giugno 08 alle 14.54

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Tempi cupi

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Sarà che la giornata è grigia e piovosa, ma il clima politico che ho visto oggi nel mio giro solito di letture, tra post e commenti è veramente deprimente. Saranno state le elezioni in Sicilia, sarà stata la blanda reazione ai potentissimi attacchi berlusconiani allo stato di diritto, la sensazione è quella di un popolo allo sbando, senza più punti di riferimento (a meno che non vogliamo prendere in considerazione Di Pietro).

Restando ai blog più o meno formalmente piddini, come al solito da Zoro si trova la riflessione più amara e la sintesi di tutto, ma anche Scalfarotto e la Meo sulla fantomatica assemblea costituente e i commenti da Gianni Cuperlo e lo stesso Gianni; insomma c’è grossa crisi.

L’unica con una vena di ottimismo è Cristiana Alicata che non ha forse tutti i torti a voler ripartire dal basso, dall’orgoglio della base (in fondo è l’altra faccia dello scazzamento della base della Fondazione Daje).

Per quanto mi riguarda la mia dose di fiducia è veramente ai minimi. Il progetto del PD come era apparso alle primarie mi sembrava l’ultima occasione per rifondare la sinistra in Italia e oggi mi pare un progetto fallito, sia elettoralmente, sia (e soprattutto) nell’organizzazione.

Written by mattiaq

Martedì 17 Giugno 08 alle 18.39

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Se otto ore vi sembran poche …

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… provate voi a lavorare 60 ore a settimana.

Io 60 ore a settimana le lavoro spesso, quindi non è per la quantità in sé.

Il fatto è che questa decisione (presa in sede europea, non dimentichiamolo) combinata con il fatto che in Italia negli ultimi anni ben otto punti di PIL siano passati dai salari ai profitti delle aziende, rende bene il clima che si respira in tutta Europa.

Non sarà un caso che questa enorme regressione dei diritti e delle condizioni economiche degli stipendiati si sposi con lo scarsissimo potere che hanno oggi le organizzazioni sindacali.

Sarà un concetto superato, ma forse è bene ricordare che le conquiste (diritti e salari) si ottengono e si difendono solo attraverso l’unità e la lotta sindacale.

Che poi la crisi dei sindacati sia in buona misura responsabilità dei sindacati stessi è un altro discorso.

Written by mattiaq

Lunedì 16 Giugno 08 alle 11.36

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Competenze

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Mi rassicura sapere che i militari che pattuglieranno le nostre strade hanno avuto esperienza nelle missioni all’estero.

Non sia mai che ci sia bisogno di sminare un marciapiede o eliminare un cecchino saremo ben protetti.

Written by mattiaq

Sabato 14 Giugno 08 alle 20.49

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